Confessarsi e comunicarsi almeno a Pasqua. Cinquanta giorni per riconciliarsi con il Signore

Tra i cinque  precetti generali della Chiesa, che sono proposti al fine di garantire ai fedeli il minimo indispensabile – se così si può dire –  nello spirito di preghiera e nell’impegno morale, nella crescita del l’amore di Dio e del prossimo, collegandoli alla vita liturgica, ve ne sono due ricordano il dovere non solo di Confessare i peccati almeno una volta all’anno, ma anche quello di ricevere il sacramento dell’Eucaristia almeno a Pasqua. Gli altri tre sono: 1) Partecipa alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimani libero dalle occupazioni del lavoro; 4) In giorni stabiliti dalla Chiesa astieniti dal mangiare carne e osserva il digiuno e 5) Sovvieni alle necessità della Chiesa (cfr. CCC, nn. 2041-2043).

10 PAROLE PER LIBERARSI DALLE PROPRIE SCHIAVITU?

  • Non avrai altro Dio fuori di me: Dio mi ama e vuole la mia felicita?
    • Mi accorgo che Dio mi ama? Che posto occupa Dio nel mio cuore? È sempre stato la mia guida oppure a volte altre cose hanno preso il posto ed il tempo di Dio? Sono capace di affidarmi a Dio nelle scelte di tutti i giorni?
  • Non nominare il nome di Dio invano: Dio dice bene di me: mi benedice.
    • Io cosa dico di Dio e a Dio? Sono costante nel ringraziare il Signore per il bene che ricevo? Me la prendo con il Signore accusandolo di non fare quello che voglio io? Sono capace di testimoniare la mia fede a chi mi è intorno? La preghiera (il dialogo con Dio) è una presenza costante nella mia settimana?
  • Ricordati di santificare le feste: Dio mi attende per fare festa con Lui.
    • Che posto ha la domenica nella mia settimana? È solo un giorno di riposo o e? l’occasione per stare con Dio (la messa)? So ritagliarmi del tempo per crescere nel mio rapporto con Dio (preghiera, letture, incontri…)? Come uso il mio tempo libero?
  • Onora il padre e la madre: Non è bene che l’uomo sia solo.
    • Come vivo le mie relazioni familiari? Sono capace di mettermi al servizio dei miei cari? Sono attento alle esigenze delle persone vicino a me oppure penso solo a me stesso e ai miei bisogni? Trovo tempo da dedicare ai miei familiari?
  • Non uccidere: Ogni uomo è mio fratello.
    • Come vivo le relazioni con gli altri? Sono relazioni che danno vita (incoraggiano, danno speranza, sostengono l’altro…) oppure sono relazioni che fanno morire (invidia, giudizio, violenza…)? Sono capace di perdonare le offese oppure cerco la vendetta? Sono capace di essere accogliente verso gli altri oppure ho atteggiamenti che escludono?
  • Non commettere atti impuri – Non desiderare la donna di altri: L’altro è un dono che Dio mi affida.
    • Come vivo le mie relazioni affettive? Sono capace di vivere i miei affetti in modo costruttivo oppure sono alla ricerca solo del piacere personale? Come guardo gli altri? So riconoscere nell’altro un dono di Dio (e quindi lo rispetto) oppure lo vedo come “oggetto” da usare per il mio piacere? Sono capace di custodire il mio cuore e il mio sguardo per cadere in tentazione?
  • Non rubare – Non desiderare la roba degli altri. Non di solo pane vivra? l’uomo.
    • Che posto occupano le cose nella mia vita? La mia felicita? dipende dalle cose che ho? Sono invidioso delle cose degli altri? Sono capace di accontentarmi oppure mi lamento sempre e vorrei sempre di più? Sono capace di custodire le mie cose oppure le tratto con poco rispetto? Sono geloso delle mie cose oppure sono libero di condividerle con gli altri?
  • Non dire falsa testimonianza: Il vostro parlare sì sì; no, no; il di più viene dal maligno.
    • Sono capace di prendermi le mie responsabilita? oppure cerco sempre delle scuse e degli alibi? Il mio parlare ha recato danno a qualcuno? Davanti ai miei errori sono capace di chiedere scusa? Sono capace di correggere chi sta sbagliando? Ho espresso giudizi affrettati sugli altri? Li ho condivisi con altre persone? Sono facile al pettegolezzo ed al giudizio?